Prezzo benzina e diesel: nuovi sconti per altri tre mesi

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
24/06/2022

È praticamente certa la nuova proroga fino al 2 agosto del taglio delle accise sui carburanti, che sono tornati su livelli altissimi e rimarranno tali probabilmente per tutta l’estate. Vediamo insieme tutte le novità a riguardo.

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Accise sul carburante: il Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello della Transizione Ecologica sono al lavoro sul decreto che dovrebbe prorogare ulteriormente il taglio delle accise fino al 2 agosto 2022.

Anche nelle prossime settimane, quindi, continuerà ad applicarsi il taglio di 30,5 centesimi al litro sul prezzo di benzina e gasolio e di 10,5 centesimi su quello del GPL.

Carburanti: taglio accise fino al 2 agosto?

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con quello della Transizione Ecologica, sono al lavoro per introdurre una nuova proroga fino al prossima 2 agosto del taglio delle accise sul prezzo dei carburanti, pari a 30,5 centesimi per benzina e gasolio e a 10,5 centesimi per il GPL.

Il taglio delle accise sul carburante, ricordiamo, prevede le seguenti riduzioni:

  • 25 centesimi in meno al litro per benzina e gasolio;
  • 8,5 centesimi in meno al litro per il GPL.

Sommando l’IVA, lo sconto totale per litro è pari a 30,5 centesimi per benzina e gasolio e a 10,5 centesimi per il GPL.

Taglio accise: come viene coperto?

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Le minori entrate dovute al taglio delle accise sui carburanti saranno compensate dal maggiore gettito fiscale. Secondo l’articolo 1, comma 290 della Legge Finanziaria 2008, infatti:

Ai fini della tutela del cittadino consumatore, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili, stabilite dal testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sono diminuite al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio.